• Ing. Alberto Scanziani

La newsletter buona cambia la vita



Ricevo varie newsletter perché come tutti desidero essere informato sui temi inerenti – direttamente o indirettamente – la mia sfera professionale.

Ma ne leggo solo quattro-cinque (queste sono per me le newsletter buone) e di queste quattro ci tengo proprio a due. Motivo? Mi sono utili nello svolgimento della mia attività ovvero le uso per crescere ed esse mi fanno fare bella figura con i miei clienti.


Poi ci sono tutte le altre, alcune informative che consulto oziosamente e poi quelle odiose che cancello.


Circa le newsletter Wikipedia recita: “Una newsletter (in italiano “bollettino”) è un aggiornamento informativo periodico che un’azienda … invia a un determinato target .. come clienti …aggiornandoli sulle proprie attività.”


Allora quelle che interessano a me non sono newsletter!


il problema non sono le newsletter che riceviamo, bensì quelle che inviamo

Gran parte delle aziende invia newsletter proprio per informare: niente di male se ci capiamo sul tipo di informazione che vogliamo dare o che può interessare i destinatari delle nostre newsletter.


Ecco che prima di intraprendere una campagna di newsletter “buone” dovremmo chiederci almeno 5 cose:


  • che cosa desideriamo ottenere? Informare tanto per o incidere sulla realtà del destinatario?

  • abbiamo argomenti sufficienti per sostenere la campagna nel tempo?

  • diamo ogni volta informazioni di utilità - anche solo in modo indiretto - per i nostri destinatari? Mi riferisco ad informazioni che aiutano i destinatari nell’espletamento della loro attività.

  • le inviamo per dire che ci siamo e basta, come avviene spesso sui social? Oppure desideriamo che si ricordino (piacevolmente) di noi?

  • le inviamo solo per coccolarci (o disperarci) delle metriche?


Ritengo che mandare newsletter buone è difficile e richiede uno sforzo non comune: chi le approccia come una passeggiata farebbe meglio a mio avviso a postare sui social, regno dell'informazione "leggera"; in alternativa mettere le “news” sul sito, in modo almeno da non essere invadente. Questo dico alle aziende che desiderano inviare newsletter.


Altrimenti essa diventa davvero un bollettino che ci lascia indifferenti e non ci cambia la vita.

7 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti