Come capire se Paesi competitor ci stanno relegando in un angolo
- Ing. Alberto Scanziani
- 7 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Quando lo scorso anno scoppiò il caso dei dazi USA mi ricordo che una delle dispute in seno ad alcune Organizzazioni di costruttori italiani di beni strumentali fu se puntare o meno sull’India. Come ripiego.
La Cina non rientrava nella disputa perché era (è) un mercato maturo per questi beni. Ovviamente, in quanto “fabbrica del mondo” vi è una elevata domanda “CAPEX”.
Personalmente, quando si parla di beni strumentali in India alzo il livello di attenzione, essendo notoriamente un mercato low cost (detto in modo più elegante “entry price”) per non dire rifugio dell’usato.
L’immagine di copertina tratta dai tools di Exportplanning mostra come da sempre la domanda cinese sia incomparabilmente superiore a quella indiana, che ha iniziato a farsi notare solo nel secondo decennio del nostro secolo. Nel caso specifico, ed anche nel seguito, parliamo di macchine utensili per asportazione del truciolo.
una cosa sono le sensazioni, un’altra i dati reali
I dati reali mostrano che la Cina ha una domanda strutturalmente calante, grazie anche alle sue elevate capacità di produzione locale. Viceversa, ecco che il potenziale indiano è in rapida crescita e pertanto da non sottovalutare.
L’importanza dei dati congiunturali per un’analisi affinata
Non è detto che lo scenario tendenziale sopra descritto sia “inciso nella pietra”: infatti le tendenze del primo quadrimestre di quest’anno mostrano una timida ripresa per la Cina (già accennata nel 2025 dopo cali significativi) ed una timida normalizzazione per l’India dopo anni di significativa crescita (vedasi tabella sottostante).
DIC | 2023 | 2024 | 2025 | Gen-Apr 26 |
CHN | -10.3 | -11.3 | 2.9 | 1.1 |
IND | 17.9 | 18.2 | 19.3 | -6.3 |
Ma l’analisi può essere spinta ad un livello ulteriore di precisione, grazie al servizio di Analisi dati mensili di mercato sempre di Exportplanning.
In particolare, ritornando al tema d’apertura interessa sapere quanto l’Italia sappia cogliere la domanda più recente di beni nei due Paesi, a fronte di una concorrenza temibile da parte di grandi costruttori storici "Premium" di macchine utensili: Giappone, Germania, Svizzera.
Premesso che il servizio consente di analizzare i dati su base mensile, ci sembra interessante ragionare ora sull’aggregato Gennaio-Aprile 2026 (tabella sottostante, variazioni tendenziali import di Cina e India a prezzi costanti, ordinati sui valori del 2025):

andamento della domanda cinese: si può dire che siamo da vari anni in buona compagnia quanto a ridimensionamento del mercato; l’ultimo quadrimestre mostra però che a differenza nostra e della Germania altri competitor ci stanno togliendo quota di mercato, pur collocandosi in un segmento premium (Svizzera, Corea del Sud) e non certo low cost. Male il nostro posizionamento al settimo posto.
andamento della domanda indiana: se non sorprende il consistente import dalla Cina, nel periodo recente siamo meno performanti della Germania, nostro competitor più diretto; degno di nota è l’exploit della Svizzera nel primo quadrimestre.
Non è nostra intenzione indagare sulle ragioni che hanno portato a questi andamenti bensì evidenziare come l’analisi dettagliata dei dati congiunturali può mostrare situazioni interessanti - ed impreviste - circa lo scenario competitivo.
Se è vero che un trend di domanda crescente in un dato mercato rappresenta certamente un’opportunità, non è detto che siamo pronti ad intercettarla o che, pur essendo pronti, teniamo testa ai nostri più diretti competitor.
Non sempre le aziende ragionano su questo secondo aspetto, fermandosi a considerare il potenziale di un mercato e basta indipendentemente dall’evoluzione del posizionamento competitivo.
Un altro limite – cui l’analisi dei dati mensili pone rimedio – è considerare come riferimento strategico il trend di domanda apparentemente consolidato negli anni dimenticando che vi possono essere situazioni congiunturali in controtendenza. E soprattutto “sorpassi” dei Competitor che possono lasciare spiazzati.
Infine un pericoloso abbaglio,
ricondurre un calo di fatturato ad un calo della domanda nei Paesi target quando è dovuto alla crescita dei competitor




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