La subfornitura deve comportarsi da Brand per non essere sempre più "sub"
- Ing. Alberto Scanziani
- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 15 dic 2025

Intendo dire che la subfornitura industriale sarà sempre più subordinata alle mutevoli congiunture, subalterna a chi scriverà i suoi destini se non effettua un significativo cambio di passo.
Nel mese di novembre i media riportarono la notizia che nel terzo trimestre si era risollevata la produzione industriale meccanica - di un unovirgola - dopo svariati trimestri negativi.
Sempre in quei giorni alcune aziende avvertivano qualche ordinativo in più.
Ma di cosa stiamo parlando? C'è da stare veramente allegri? Cosa dicono i dati oggettivi di mercato?
Questo è lo scenario della produzione industriale per settore dal 2019 ad oggi:

Si evince facilmente che i settori tipici della subfornitura sono vistosamente calati.
Questa invece è la previsione di Exportplanning della domanda mondiale 2026 dei beni strumentali, che condizionano fortemente i destini della subfornitura (l'altro determinante è l'automotive): è prevista in calo.

Per non parlare del fatto che diversi Paesi competitori "low cost" stanno erodendo importanti spazi di mercato tradizionalmente appannaggio delle aziende europee.
Perché la subfornitura industriale deve comportarsi come un brand
Cosa può fare la subfornitura in un contesto simile per non subire passivamente una congiuntura che rischia di non ritornare ai livelli del 2022? Una situazione "new normal" di calo dei volumi produttivi?
Naturalmente non ho la giusta risposta. Ma non ho nemmeno illusioni e vorrei convincere a non averne. Credo però che la subfornitura debba fare un cambio di passo ed adattarsi ad un contesto poco tranquillizzante, in cui i criteri decisionali tradizionali non valgono più.
Cioè credo che la subfornitura deve comportarsi da Brand, che debba ragionare ed agire come fanno gli OEM. Cioè i suoi clienti "primo equipaggiamento".
Empiricamente vuol dire non rappresentare l'anello passivo della supply chain di riferimento ovvero:
creare una forte identità aziendale;
manifestare e comunicare correttamente una specializzazione settoriale (se non c'è darsi da fare per rimediare);
costruire un valore aggiuntivo intorno alla specializzazione "core", soprattutto in termini di servizi;
procurarsi referenze e riconoscimenti nel settore di specializzazione, per dimostrare autorevolezza e generare conseguentemente fiducia;
aderire alle filiere di valore settoriali;
analizzare costantemente l'andamento della domanda e anticipare le tendenze;
analizzare a fondo la concorrenza e capire, in base a ciò, il proprio posizionamento;
diversificare diversificare diversificare;
internazionalizzare;
utilizzare delivery terms convenienti;
entrare nella logica che macchinari e prodotto non vanno da nessuna parte senza il Marketing, quello vero;
formare risorse commerciali interne all'altezza del compito;
entrare sempre più in una logica collaborativa, eventualmente di rete
cioè fare quello che fanno quotidianamente i Brand. Creare spazi di mercato, non subirne la congiuntura.
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